Mascherine e guanti: mai gettarli per strada. Come si smaltiscono e perché è importante

Con l'inizio della Fase 2 e l'allentamento delle misure di restrizione, le strade iniziano a ripopolarsi. Mascherine e guanti sono diventati "accessori" indispensabili nella routine quotidiana e purtroppo cominciano a essere sempre più presenti nel nostro ambiente. I rifiuti di questi presidi potrebbero arrivare fino a 450mila tonnellate per la fine dell'anno. I dati sono stati forniti dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) in commissione Ecomafie nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione dei rifiuti collegata all'emergenza Covid-19. "Da qui a fine anno il sistema italiano dovrà gestire un quantitativo di rifiuti derivanti dall'uso di mascherine e guanti compreso tra 150mila e 450mila tonnellate", una quantità, tuttavia, compensata dalla riduzione del 10% dei rifiuti urbani, quantificabile in 500mila tonnellate in meno". Stefano Vignaroli, presidente della Commisione Ecomafie, ha espresso preoccupazione per le tante mascherine e guanti che si cominciano a vedere sui marciapiedi: "Mentre l'Italia fa i primi passi sulla strada della ripartenza, non nascondo la mia preoccupazione sull'abbandono di guanti e mascherine a terra. È dunque fondamentale fin da subito porsi il problema di come fronteggiare la dispersione nell'ambiente di questi dispositivi, andando a privilegiare sempre guanti e mascherine lavabili e riutilizzabili".  Intanto molte Regioni pensano a un'ordinanza regionale ad hoc per sanzionare chi abbandona le mascherine per terra e il ministro dell'Ambiente Sergio Costa ha reso noto che intende "coinvolgere l'ordine dei farmacisti e anche la grande distribuzione per posizionare raccoglitori di mascherine e guanti usati dalla popolazione, per poterli riciclare con il risultato di avere una mole molto minore di smaltimento. Secondo una recente stima del Politecnico di Torino, ogni mese servirà circa un miliardo di mascherine e mezzo miliardo di guanti per contrastare il Coronavirus: se solo l'1% delle mascherine venisse smaltito non correttamente si tradurrebbe in 10 milioni di mascherine disperse nell'ambiente ogni mese.  Qual è la procedura di smaltimento corretta? Dipende dal tipo di mascherina e anche dall'ambiente in cui la usiamo. Le mascherine Ffp2 e Ffp3, che in realtà sono per il personale medico, se vengono utilizzate in ambito lavorativo, sono da considerare come rifiuto speciale e smaltite dalla ditta che le ha fornite al lavoratore come Dpi monouso (salvo non sia previsto come assimilato dal Regolamento comunale e quindi conferito come urbano), se invece vengono usate dai cittadini, allora vanno tra i rifiuti indifferenziati.  Per quanto riguarda guanti e mascherine chirurgiche, le linee guida dell'Iss distinguono i casi di positivi o di chi si trova in quarantena e quelli dei non positivi al Covid-19: nel primo caso non va fatta la raccolta differenziata, tutti i rifiuti, guanti e mascherine compresi vanno gettati in un sacchetto di plastica resistente o in due sovrapposti e smaltiti nell'indifferenziata. Chi non è positivo al Coronavirus e non è in quarantena può procedere alla raccolta differenziata. Mascherine e guanti (non importa se siano di lattice o nitrile o vinile) vanno nell'indifferenziata, anche in questo caso, usando almeno due sacchetti, uno dentro l’altro. Il video di Legambiente Se non smaltiti correttamente mascherine e guanti possono causare enormi danni ambientali e problemi sanitari. Cosa fare, dunque? Il consiglio di Legambiente è di scegliere mascherine riutilizzabili, ma solo se certificate e secondo le modalità d’uso stabilite dal produttore. Se invece si usano guanti e mascherine usa e getta, meglio chiuderle in un sacchetto e gettarle nell’indifferenziato o nei punti di raccolta laddove allestiti. 

 

Fonte: http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Mascherine-e-guanti-mai-gettarli-per-strada-Come-si-smaltiscono-e-perche-e-importante-62936280-5dcb-48f0-a0e1-ebc3a1f7bf3c.html#foto-1