4 Orsa Jj4, il ministro Pichetto Fratin frena sull’uccisione

La decisione sull’eventuale abbattimento dell’orsa Jj4 è di competenza della Provincia autonoma di Trento, al netto di pronunciamenti della magistratura. Ma per il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, l’uccisione dell’animale non servirà a riportare in vita Andrea Papi, il runner attaccato dal plantigrado mentre correva nei boschi sopra Caldes. «Da ministro — precisa in una nota — posso solo esercitare una funzione di indirizzo che non può che basarsi peraltro sul parere scientifico dell’Ispra, delegata a questa funzione. Parere che contempla tra le misure possibili, in situazioni di estremo pericolo, anche la soppressione degli animali». In sostanza, la procedura prevede che il governo sia chiamato in causa per fornire un parere consultivo e non vincolante, che deriva dalle conclusioni dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. La decisione finale spetta però alle autorità locali. «Detto questo — sottolinea il ministro —, è chiaro che la soppressione dell’orsa non può essere una vendetta. Ucciderla non ridarà la vita al giovane runner, come ha sottolineato con parole di grande umanità la madre della vittima». E come ha ribadito oggi anche il padre del runner, che chiede che a pagare non sia l’animale ma chi ha le responsabilità politiche di quanto accaduto.

 

Pichetto Fratin ribadisce dunque una linea di equilibrio da parte dell’esecutivo, prendendo le distanze dalla posizione più decise del presidente della Provincia di Trento, il leghista Maurizio Fugatti, che da giorni parla di soppressione e di sfoltimento della popolazione di plantigradi. Non sottraendosi però ad una valutazione di più ampia portata sul progetto di reintroduzione degli orsi che, ormai è acclarato, ha avuto più successo del previsto in quanto a numero di esemplari insediati (si puntava ad arrivare a una cinquantina in un lasso di tempo fino a 40 anni, ma oggi ce ne sono più del doppio e in metà del tempo) ma che non è stato gestito di conseguenza. «Va considerato — prosegue la nota —che il ripetersi reiterato delle aggressioni agli umani e agli animali ha reso evidente che la gestione degli orsi in Trentino è diventata problematica e che va rivista tutta la materia per assicurare sicurezza a residenti e turisti. Va inoltre considerata seriamente l’ipotesi del ricollocamento all’estero di gruppi di esemplari». Meno praticabile il trasferimento in altre Regioni del Nord, visto il diniego degli altri governatori. Il punto, per il governo, è dunque «sedersi attorno a un tavolo e valutare le soluzioni migliori da adottare col conforto del parare degli esperti».

 

Ma l’idea del tavolo fa arrabbiare le associazioni ambientaliste che al confronto, in programma per domani mattina a Roma, non sono state invitate. «È l’ennesimo incontro da cui sono escluse le associazioni che tutelano gli animali — commenta l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) —. La fauna selvatica è un bene demaniale, quindi di tutti. Al contrario, queste riunioni appaiono costruite per mettere a confronto i decisori di una sola parte in causa». E, soprattutto, senza la presenza di chi dia voce alla fauna senza alcun interesse elettorale. «Gli animali e la biodiversità sono tutelati dall’articolo 9 della Costituzione — fa notare ancora l’Oipa —, il cui dettato appare ignorato in questi giorni tragici che vedono protagonisti gli orsi trentini e chi li vorrebbe uccidere».

 

Dalle Camere arriva comunque anche un invito alla cautela sulle uccisioni facili. L’intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, presieduto da Michela Vittoria Brambilla e che raccoglie deputati e senatori di tutte le forze politiche, ha invitato ad esaminare con rigore «ogni ipotesi alternativa all’abbattimento di Jj4, che appare da tutti i punti di vista non necessario». Una ventina di deputati aderenti all’intergruppo hanno già presentato un interpellanza urgente al ministro Pichetto Fratin «per sapere quali iniziative sono state prese o saranno prese per garantire la prosecuzione del progetto di reintroduzione dell’orso nell’arco alpino». E sottolineano che «non ha senso uccidere un’orsa che difendeva i suoi piccoli e che ora non rappresenta più un pericolo». L’orsa è infatti stata catturata e portata al centro faunistico della Forestale nell’area dell Casteller, sopra a Trento, che ha un’area realizzata ad hoc proprio per la gestione degli animali problematici. «L’abbattimento sarebbe un’assurda vendetta, concetto peraltro inapplicabile agli animali, o un esempio particolarmente infelice di strumentalizzazione politica per coprire errori del passato e del presente».

 

Fonte: https://www.corriere.it/animali/23_aprile_20/orsa-jj4-ministro-pichetto-fratin-frena-sull-uccisione-decide-provincia-ma-non-puo-essere-vendetta-f5a41ab6-df5c-11ed-b43b-a8c9b03fa788.shtml